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Storia

I Frati Cappuccini sono presenti a Santa Margherita Ligure da circa quattrocento anni.

smlIl Convento si eleva sul pendio della collina di fronte al porto. La posizione non poteva riuscire più poetica per il panorama che offre: il mare che si estende davanti, formato da numerose insenature, è solcato da pescherecci che ricordano il duro lavoro dei pescatori e da ogni sorta di imbarcazioni da diporto.

La costruzione del Convento fu voluta dalla gente del luogo e dalle autorità civili del tempo, ammirati dalla dedizione e dal servizio prestato dai Frati agli ammalati colpiti dalla peste. Il nobile genovese Gianluca Chiavari donò, per l'orto e l'abitazione dei Frati, il vasto terreno situato sotto il suo palazzo (oggi villa Durazzo) nel territorio della Parrocchia di San Giacomo.

storicheLa prima pietra del Convento fu posta negli ultimi mesi del 1608, e i lavori, diretti da Frate ingegnere Tommaso da Genova, terminarono il 19 febbraio del 1611.

Accanto al nuovo Convento sbocciò, per opera dei Frati, un Monte di Pietà che fu di grande vantaggio per i bisognosi della città e dei villaggi vicini.

All'inizio del secolo scorso i Frati assunsero la cura spirituale dell'Ospedale. Con spirito francescano, continuano anche oggi questo apostolato fra gli ammalati, insieme ad una mensa per i poveri, condividendo il loro cibo con i fratelli più bisognosi.

 

Alcune date importanti

1606 Gli abitanti di S. Margherita fanno domanda al Capitolo Provinciale dei Cappuccini per avere i Frati: essendovi parecchi Conventi in costruzione. Il Capitolo risponde negativamente.

1607 La domanda viene nuovamente fatta ed è appoggiata dal nobile genovese Gian Luca Chiavari (che sarà poi doge della Repubblica nel 1627 e morirà di peste nel 1657). La petizione è accolta a pieni voti. Il Chiavari dona l'area fabbricabile sotto il suo palazzo.

1608 (ultimi mesi) Viene posta la prima pietra dell'edificio con l'intervento delle autorità cittadine, clero e popolo.

400cappuccini cartolina1611 Il P. Tomaso da Genova, ingegnere architetto, scrive al padre Provinciale che i lavori sono terminati e presenta il costo complessivo della fabbrica. Sedici celle ricevono la nuova famiglia religiosa. Accanto al Convento nasce un Monte di Pietà per interessamento del P. Clemente Romeo da Castelletto Monferrato: 122 cittadini si obbligano per dieci anni a pagare una somma da assicurare all'istituto un reddito annuo di 2.100 lire. 
Nasce ben presto una controversia tra le parrocchie di S. Margherita e di S. Giacomo, in quanto entrambe le parrocchie vogliono alla stessa ora i Cappuccini nella loro processione del Corpus Domini. La controversia si trascinerà per due secoli finché le parrocchie si accorderanno di fare la processione una al mattino e l'altra alla sera. Nel 1697 i Frati inoltreranno una supplica al Senato, perché «durante la processione sono stati strapazzati di parole e di minacce dalle persone di S. Margherita».

1633 31 agosto Mons. Gio. Vincenzo Spinola, vescovo di Brugnato, consacra la Chiesa intitolata a San Francesco d'Assisi.

1665 I figli del marchese Durazzo erigono una cappella a S. Felice da Cantalice. Al Convento sono aggiunte alcune celle. Sec. XVIII La Chiesa viene ognor più adornata. La marchesa Maria Francesca Durazzo erige una cappella a S. Serafino da Montegranaro.

1737 I Frati, con atto notarile, eleggono a loro patrona N. S. di Montallegro di Rapallo.

1810 Soppressione napoleonica degli Ordini Religiosi. La notte del 14 ottobre il clero di S. Margherita «si è portato con un branco di popolo a ritirare il SS. Sacramento dalla Chiesa dei soppressi Padri Cappuccini».

1811 L'arciprete vanta diritti sulla Chiesa e sul Convento. Interviene il card. Spinola che dichiara la Chiesa sotto la sua immediata giurisdizione. La liquidazione del Convento intanto è finita. Gli oggetti lasciati dai Frati sono inventariati e divisi in varie chiese della zona. Due padri sono accolti nella parrocchia di S. Margherita.

1819 II Consiglio amministrativo della città accoglie a pieni voti la proposta del ritorno dei Cappuccini.

1822 Espletate varie pratiche, il Governo Piemontese accoglie l'istanza ed i Frati tornano in Convento il 4 ottobre.

1855 Nuova legge di soppressione degli Ordini Religiosi. Nessuno vuole prestarsi ad inventariare i beni dei Cappuccini. Un tale, Domenico Inglesi si presta in data 26 luglio, ma poi chiede scusa dicendo di essere stato ingannato e ritratta la firma.

1860 (novembre) Il governo ordina ai Religiosi di sloggiare entro tre mesi.

1860 (7 dicembre) Interviene il principe Vittorio Centurione, padrone della villa che sovrasta il Convento, che compera la Chiesa ed il sito e ne consente l'uso ai Frati per un «canestro di fichi» all'anno. Lo stesso principe lascia detto nel testamento di concedere ai Frati il Convento in perpetuo uso.

1887 Viene operata una notevole aggiunta al Convento dalla parte verso Portofino.

1890, 1891 II figlio del principe Vittorio cede ai Frati la proprietà di tutto lo stabile. La parte inferiore dell'orto dei Frati, sotto il cui muro di sostegno si infrangeva il mare, viene alienata ed ivi è costruita la strada per Portofino.

1905 I Frati assumono la cura spirituale dell'Ospedale civile.

1906 (aprile) Il Convento minaccia di essere distrutto da un incendio. Durante la notte uomini, donne, carabinieri, ecc. formano una catena dal mare alla Chiesa e con secchi ed altro circoscrivono le fiamme. Una Madonnina che si trova in Convento esce illesa dall'incendio.

1912 Un altro pezzo dell'orto dalla parte verso il mare viene alienato.

2009 Il Ministro Generale dei Cappuccini, P. Mauro Joehri, celebra il IV centenario di presenza dei Cappuccini in Santa Margherita Ligure.

 

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